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Vabbè che non sarebbe la prima volta che succede (in fondo già le Spice avevano sostituito Mel C con un'altra cantante presa a caso per strada). Ma io ho dei seri dubbi che questa sia la vera Lady GaGa...
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Post estremamente lungo: probabilmente vi bastano le ultime righe.
E’ un po’ che non scrivo in questo blog.
Non so se è colpa di Facebook, della palestra o di una pigrizia generale che mi prende la sera (ho bisogno di ferie e non vedo l’ora che arrivi il 24 per andarmene via per un po’). Resta il fatto che un film ha fatto la sua buona parte.
Sono andato a vedere “Forse non gli Piaci Abbastanza”. Mi piacciono i film in cui si parla tanto (se poi sono delle commedie con una buona dose di lieto fine e di sorrisi all’uscita dal cinema, ancora meglio). Che poi si parli di tutto, di niente, di banalità, di verità o di chissà cosa non importa: mi piace che si discuta. Certo, non sono una donna eterosessuale, ma tutto il mondo è paese e quindi chissenefrega. Né tanto meno mi interessa fare una recensione del film. Tuttavia, il mix dei personaggi della Goodwin e della Barrymore mi hanno fatto pensare. Lo so, è come se mi facessi condizionare da un libro della Altea o di Willy Pasini, ma sono sensibile al tema “i trentenni e i loro sentimenti” e, soprattutto, ci sono frasi che ti rimangono piantate lì. Specie se sei reduce da un anno mandato un po’ a puttane per ampie considerazioni sul traguardo dei trent’anni.
“Bisogna capire che i nostri appuntamenti non sono l’eccezione, ma la regola”
“Che nostalgia di quando non ti dovevi preoccupare di aggiornare il blog, verificare che nessuno ti abbia scritto su MySpace, controllare le email…”
E’ lì che ho pensato di chiudere il blog.
Volevo assolutamente mettere un punto a molte cose. Chiudere il blog, eliminare il profilo di Facebook. No, Messenger l’avrei tenuto, anche se ormai non lo uso più. Mi sono accorto di quanto avessi voglia di vivere la mia vita più che raccontarla.
Ora faccio una parentesi che può sembrare un po’ sciocca e leggera ma spero che serva a spiegare. Paolo Fox (che, in vero, io profondamente detesto) all’inizio dell’anno ha raccontato di una lenta rinascita per i cancro. Cosa difficile, per me, da contemplare dato che bramo il tutto e subito. Malgrado una mia passione per le mappe astrali e una mia profonda suscettibilità per le carte di Paolo, non bado molto agli oroscopi. Non credo nelle fatalità e nelle strane coincidenze della vita. Amo la concretezza, penso che siamo fautori del nostro destino.
Creiamo le nostre occasioni.
E così ho vissuto la fine dello scorso anno e l’inizio di questo 2009. Prendendomi per mano e cercando di dare un ordine: mettere i punti sulle i, inserire le virgole nei posti giusti, imparare l’uso del punto e virgola.
Perché, poi, di certe cose te ne accorgi solo fermandoti e girandoti indietro a guardare. Il tempo è un gran dottore. La voglia d’amore c’è sempre ma non vivo più nell’ansia di trovarlo; La panchina non c’è più: si capiscono le priorità e si elimina chi fa fare solo voli enormi senza atterrare da nessuna parte; Le emozioni si vivono e non si patiscono più.
Mia madre continua a chiedermi quando smetterò a vestirmi da ventenne. Io 30 anni non me li sento. In realtà non mi preoccupo di sapere quanti anni ho. E mi godo questa inusuale serenità in attesa che, prima o poi, arrivi qualche strana forma di felicità.
Perché a seminare si raccoglie sempre. Ora o più avanti.
E così mi ritrovo qui, a decidere di non chiudere questo blog e ad inaugurare la stagione dei pantaloni bianchi.
E’ iniziata l’estate.
E tutto quanto ne consegue.
E di chi sarà il coraggio allora se non sarà il mio
se si spegne quella luce resto io
di chi è la più profonda decisione
al di la dei sogni appesi ad una canzone
oggi riconosco il suono della voce di chi sono
e mi fido di un passato carico d'ingenuità
di chi va dallo stupore ad un'altra età
perchè quando sembra tutto poco chiaro
se mi fermo alla ricerca di un pensiero
scopro in uno specchio il cielo
è la geografia del mio cammino
da me, torno da me, perchè ho imparato
a farmi compagnia
dentro di me, rinasco e frego la malinconia
bella come non mi sono vista mai
io mai
fianco a fianco al mio destino scritto nelle linee della mano
l'uragano che mi gira intorno sono solo io
vedo la speranza in fondo a quell'oblio
il difetto è l'esperienza che non ho ancora
ma non me ne prendo cura, non ho più paura
da me torno da me, perchè ho imparato a farmi compagnia
dentro di me, ripeto una bestemmia una poesia,
belle come io non l'ho sentita mai, io mai
occhi dritti all'orizzonte, sull'asfalto lascio le mie impronte
cos'è la solitudine
cos'è
ho voglia di deciderlo da me
da me...
torno da me, da me per non andarmene più via
torno da me...
scopro in uno specchio il cielo
è la geografia del mio cammino
del mio cammino
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